Israele – Hamas: la fragilità di un altra tregua momentanea

La città vecchia di Gerusalemme, La città vecchia di Gerusalemme, Raimond Klavins on Unsplash

28 maggio 2021

L’ONU valuta positivamente la distensione ma avverte che è solo questione di tempo prima dello scoppio di un’altra fase violenta

Il 21 Maggio scorso Israele e Hamas hanno accettato il cessate al fuoco dopo 11 giorni di attacchi reciproci che hanno provocato la morte di 270 persone – in gran parte Palestinesi, tra le quali decine di donne e bambini. Le ostilitá sono scoppiate dopo settimane di tensioni crescenti a Gerusalemme Est, che hanno portato a scontri fuori dalla moschea di al-Aqsa tra manifestanti Palestinesi soldati Israeliani, a causa di varie azioni provocatorie da parte di questi ultimi. La tregua, mediata dell’Egitto e supportata dall’ONU e l’intera comunità internazionale, ha interrotto quello che è stato l’episodio più violento degli ultimi anni nel conflitto tra lo Stato ebraico e il gruppo islamico che governa Gaza. Ciò nonostante, il più che mai necessario cessate al fuoco rappresenta una soluzione temporanea che non porterá a una pace duratura nella regione. L’Egitto ha iniziato una serie di dialoghi con le autorità israeliane, l’Autorità Palestinese e Hamas con l’obiettivo di negoziare una tregua permanente.

Nel suo rapporto al Consiglio per i Diritti Umani dell’ONU (HRC) a Ginevra, l’Alto Commissario per i Diritti Umani (UNHCHR) Michelle Bachelet ha condannato le azioni violente di entrambe le parti: il lancio di missili da parte di Hamas, cha ha portato alla morte di 12 israeliani, e gli attacchi aerei da parte di Israele a Gaza, nei quali hanno perso la vita più di 250 persone. Bachelet ha dichiarato che “il lancio indiscriminato di missili da parte di Hamas rappresenta una chiara violazione del diritto internazionale umanitario, mentre gli attacchi di Israele, che hanno causato un’enorme distruzione di infrastrutture civili e molte vittime, potrebbero costituire crimini di guerra”. Inoltre, il Consiglio per i Diritti Umani ha deciso di aprire un’investigazione internazionale indipendente per stabilire se sono stati commessi crimini di guerra. La risoluzione è stata proposta dall’Organizzazione della Cooperazione Islamica (OIC) e la delegazione Palestinese e adottata con 24 voti a favore e 9 contrari.

La violenza deve essere sempre condannata, e la decisione da parte del Consiglio per i Diritti Umani di iniziare un’investigazione sulla condotta delle parti nel recente conflitto è senza dubbio opportuna e tempestiva. Tuttavia, l’ONU e la comunità internazionale sono chiamate a fare di più per porre fine a una situazione che va avanti ormai da più di 70 anni. Per raggiungere la pace, è necessario risolvere la cause profonde del conflitto, altrimenti la violenza tornerà ripetutamente. L’occupazione di territori palestinesi da parte di Israele, inclusa Gerusalemme Est, la costruzione di insediamenti ebraici nei territori occupati, l’espulsione di Palestinesi dalle loro case, e il blocco di Gaza devono finire. Il costo umanitario a Gaza, nei Territori Occupati, e in minor misure in Israele è stato immenso, e i civili come spesso accade pagano il prezzo più alto.

 

Per saperne di più:

https://www.bbc.com/news/world-middle-east-57270053

https://www.aljazeera.com/news/2021/5/30/israel-egypt-hold-talks-toward-gaza-permanent-ceasefire

https://www.reuters.com/world/middle-east/un-rights-chief-bachelet-says-israeli-strikes-gaza-may-be-war-crimes-2021-05-27/

https://news.un.org/en/story/2021/05/1092872

 

Autore: Michele Pitta

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