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Rifugiati siriani di al-Hol tornano a casa ma trovano solo distruzione

 Palazzi distrutti nel centro di Homs Palazzi distrutti nel centro di Homs Photo by Goran Safarek on iStock

14 gennaio 2021

Lasciando il campo di al-Hol, i rifugiati tornano alla distruzione delle loro città nel territorio sottratto al controllo dello Stato Islamico

Il campo di al-Hol è il più grande nel nord-est della Siria, accogliendo quasi 70.000 tra siriani e stranieri. Le condizioni di vita al suo interno sono precarie, a causa del sovraffollamento e della mancanza di acqua potabile, privacy, cibo decente o cure mediche. Il campo è uno dei più pericolosi nella regione controllata dai curdi, ospitando sia i sostenitori che le vittime dello Stato Islamico (ISIS). Gli scontri interni tra le fazioni rappresentano una grave minaccia per la sicurezza di al-Hol dove, come riportato dal Rojava Information Center, solo a novembre sono stati compiuti sette attacchi da parte di donne affiliate all'ISIS.

Nell'ottobre 2020, il Consiglio democratico siriano ha annunciato la possibilità per circa 2000 rifugiati di tornare nelle loro città, tra cui al-Susah, Baghouz e Raqqa, precedentemente controllate dall'ISIS e ora sotto l'amministrazione delle Forze democratiche siriane (SDF). Tuttavia, al loro arrivo, i rimpatriati hanno trovato solo distruzione. Sebbene l'ISIS sia stato spodestato nel 2017, la maggior parte delle città di questo territorio rimane inabitabile a causa della devastazione della guerra e della presenza di ordigni inesplosi che costituiscono una minaccia per la vita quotidiana. Inoltre, piccole cellule dell'ISIS sono ancora attive, e continuano a perpetrare attacchi terroristici nell’area. Nella zona, persiste la carenza di alloggi, poiché la maggior parte delle abitazioni è stata danneggiata dalla guerra. Secondo il capo tribù di Baghouz, 1.400 case sono state distrutte dal conflitto. Inoltre, le comunità sono state colpite da una grave mancanza di opportunità di lavoro. Infatti, a causa dell'instabilità della situazione, alcuni hanno preferito rimanere nel campo di al-Hol piuttosto che esporsi a ulteriori pericoli nelle città distrutte.

Per ricostruire le città e reintegrare i rifugiati nelle loro comunità, è richiesto un maggiore aiuto da parte delle organizzazioni non governative o delle agenzie  umanitarie. Tuttavia, molte di queste hanno segnalato la difficoltà nel raggiungere questa zona, mentre altre concentrano il loro operato in  altre aree non disponendo di risorse sufficienti per estendersi nella regione.

 

Per saperne di più:

https://www.thenewhumanitarian.org/news-feature/2021/01/14/syria-al-hol-camp-returning-home

https://www.aljazeera.com/news/2020/10/5/kurds-to-allow-is-linked-syria-families-to-quit-al-hol-camp

https://news.un.org/en/story/2020/10/1075632 

 

Autore: Carla Leonetti; Editor: Francesca Mencuccini

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