Definita incoerente la dichiarazione della Siria sulle armi chimiche

Esperti dell’OPAC raccogliendo prove in uno dei luoghi di un presunto attacco chimico Esperti dell’OPAC raccogliendo prove in uno dei luoghi di un presunto attacco chimico Reuters

11 Dicembre 2020

L’OPAC ha criticato la Siria per non aver risposto a 19 domande riguardo al suo presunto programma di armi chimiche

Nell’ambito della riunione mensile sulla questione della Siria e le armi chimiche Fernando Arias, Direttore Generale dell’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (OPAC), l’organo responsabile di controllare l’implementazione da parte degli Stati firmatari della Convenzione sulle Armi Chimiche, ha aggiornato i membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (ONU) per la prima volta da maggio. Arias ha affermato che “la dichiarazione iniziale da parte del governo siriano non può ancora essere considerata precisa e completa” e “contiene lacune, incoerenze e discrepanze”. La Russia, importante alleato della Siria nella regione, ha respinto le critiche attraverso le parole del suo Ambasciatore all’ONU Vasily Nebenzya, che ha accusato la OPAC di sostenere i paesi occidentali e promuovere una retorica anti-siriana nonostante esperti indipendenti e rappresentanti di Russia e Siria abbiano presentato prove contrarie.

Dopo una serie di incontri a Damasco tra il Gruppo di Valutazione della Dichiarazione dell’OPAC e la Siria, solo tre delle 22 questioni sul tavolo sono state risolte, mentre le altre 19 sono ancora in sospeso. Una di queste è particolarmente controversa e riguarda un impianto di produzione di armi chimiche presente nel territorio siriano. Se il governo del Presidente Bashar al-Assad ha negato che sia mai stato usato per produrre agenti chimici bellici, la OPAC ha trovato prove che farebbero pensare il contrario. Inoltre, nella sua dichiarazione la Siria non ha affrontato la questione sulle migliaia di munizioni e tonnellate di agenti chimici identificati nel suo territorio e non ha dichiarato il numero esatto di armi chimiche in suo possesso.

Il governo siriano è stato accusato dall’OPAC e da ONG come Human Rights Watch di aver utilizzato cloro e gas nervino in diverse occasioni durante la guerra civile. Per esempio, in Agosto del 2013 le forze dell’esercito siriano avrebbero portato a termine un attacco con gas nervino nell’area del Ghouta, controllata dalle forze d’opposizione. Da quel momento, il regime è stato accusato di aver fatto uso di armi chimiche durante varie offensive, nonostante da Settembre dello stesso anno la Siria sia entrata a far parte della lista di paesi firmatari della Convenzione sulle Armi Chimiche, che proibisce la produzione, conservazione e l’uso di questo tipo di armi. L’8 Aprile la Segreteria Tecnica dell’OPAC ha pubblicato un rapporto che concludeva che ci sarebbero ragionevoli motivi per pensare che le Forze Aeree Siriane abbiano usato armi chimiche a Ltamenah, nella provincia di Hama, in tre occasioni in Marzo del 2017, e a Douma, vicino a Damasco, in Aprile del 2018. La Siria non ha mai confermato l’uso di agenti chimici durante la guerra e ha insistentemente respinto le accuse dell’OPAC e dei membri occidentali del Consiglio di Sicurezza.

 

Per saperne di più:

https://reliefweb.int/report/syrian-arab-republic/syria-s-chemical-weapons-declaration-cannot-be-considered-accurate

https://www.washingtonpost.com/world/middle_east/chemical-weapons-watchdog-criticizes-syria-over-19-issues/2020/12/12/861d8ea8-3c42-11eb-aad9-8959227280c4_story.html

https://news.un.org/en/story/2020/04/1061402

 

Autore: Michele Pitta

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