Il bilancio delle vittime civili della guerra aerea in Somalia

Civili sul luogo di un attacco a Mogadiscio, Somalia Civili sul luogo di un attacco a Mogadiscio, Somalia Alamy

03 novembre 2020

Mentre gli Stati Uniti pianificano il ritiro delle loro truppe dalla Somalia, Amnesty International ricorda le tragiche conseguenze lasciate sul campo

Gli Stati Uniti starebbero pianificando il ritiro di un numero di soldati compreso tra le 650 e le 800 unità: le truppe sono state impegnate in bombardamenti aerei sotto l’egida del Comando militare USA in Africa (AFRICOM).

Secondo Airwars, organizzazione con sede nel Regno Unito che si occupa del monitoraggio dei danni civili causati dalle guerre aeree internazionali, la Somalia è stata colpita da 47 attacchi aerei nel solo 2020. Si tratta di un nuovo record. Nei primi tre anni di presidenza Trump, ci sono stati quasi 150 attacchi aerei. Dal 2019, Amnesty International ha indagato su nove di questi attacchi, che hanno causato la morte di 21 civili e il ferimento di altri 11. Come rivelato dalle indagini, alcuni di questi  miravano direttamente a obiettivi civili. Durante questo periodo, AFRICOM ha ammesso di essere responsabile dell’uccisione di cinque civili e del ferimento di altri sei, coinvolti in tre diversi attacchi aerei. Tuttavia, nessuna delle vittime o delle loro famiglie è stata risarcita da AFRICOM o dal governo somalo.

Come dichiarato dallo stesso comando militare, l’obiettivo di AFRICOM è portare alla Somalia una maggior stabilità, un rinnovato sviluppo economico e una governance migliore. Eppure, gli attacchi aerei condotti sotto i suoi ordini hanno colpito gli elementi chiave del tessuto sociale ed economico del Paese: secondo Amnesty International, gli attacchi aerei hanno ucciso e ferito medici, agricoltori e imprenditori, oltre a creare nuove ondate di sfollati interni.

Nell'agosto 2020, AFRICOM ha perfezionato un sistema di segnalazione delle vittime civili, impegnandosi a pubblicare "rapporti più trasparenti sull'impatto delle sue operazioni". Tuttavia, il sistema è stato pesantemente criticato. Secondo Just Security, un forum di notizie online sulle politiche di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, il sistema è mal tradotto e difficile da utilizzare per i cittadini somali che non parlano inglese. Inoltre, è inaccessibile a chi non ha modo di collegarsi a internet, come la gran parte dei somali che vivono in zone remote, colpite con maggior frequenza dagli attacchi aerei statunitensi.

Amnesty ha chiesto che AFRICOM si faccia carico di tutte le perdite causate, che garantisca i risarcimenti dovuti alle vittime e alle loro famiglie e che metta in atto una strategia volta ad assicurare una maggiore accountability per le azioni militari svolte in Somalia.

 

Per saperne di più:

https://www.amnesty.org/en/latest/news/2020/11/plan-to-pull-us-troops-from-somalia-is-cold-comfort-amid-civilian-toll-of-air-war/

https://www.justsecurity.org/73149/plan-to-pull-u-s-troops-from-somalia-is-cold-comfort-amid-civilian-toll-of-air-war/

https://www.justsecurity.org/71854/africoms-improved-civilian-casualty-reporting-system-still-leaves-gaps-for-somalia/

 

Autore: Catherine Gregoire; Traduzione: Ester Zangrandi

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