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Realizzare la cultura della pace nell’era COVID-19

A peacekeeper sanitizing a child’s hand A peacekeeper sanitizing a child’s hand MINUSCA

10 settembre 2020

Oltre ad affrontare le conseguenze del COVID-19, gli Stati dovrebbero impegnarsi nel creare una cultura della pace

Nel mondo gli Stati faticano a rispondere alle sfide lanciate dal COVID-19. Non solo devono affrontare le devastanti conseguenze della pandemia, ma anche la continua instabilità e i problemi umanitari affliggono le loro comunità. Mentre si cerca di rispondere alle più urgenti richieste di aiuti umanitari nelle aree più fragili, il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, identifica nella “Cultura della Pace” un’arma da utilizzare. 

“Alla luce di questo serio pericolo, lavorare alla Cultura della Pace è più importante che mai in quanto strumento essenziale per la cooperazione e l’azione globale”, ha affermato il Segretario generale all’ High Level Forum for Culture of Peace. Il desiderio di instillare i valori della Cultura della PAce è quindi più forte che mai. Le nazioni ancora non si sono preparate per affrontare le conseguenze della pandemia come l’interruzione dell’istruzione, la lotta alla povertà estrema, il crescente numero di casi di violenza domestica e i “discorsi d’odio”. 

Tijjani Muhammad-Bande, Presidente dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, ha affermato che la Cultura della Pace è molto di più dell’assenza di conflitti e di crimini: “abbraccia le interrelazioni tra la pace e lo sviluppo, e promuovere la Cultura della Pace significa costruire la solidarietà a livello globale e la cooperazione, di cui oggi c’è molto bisogno in questi tempi così difficili”. 

Anwarul K. Chowdhury, un diplomatico del Bangladesh ed ex alto funzionario delle Nazioni Unite, ha coniato il termine “Cultura della Pace” 20 anni fa. Durante il forum svoltosi pochi giorni fa ha sottolineato l’importanza di abbracciarne i valori affermando: “Non dovremmo isolare la pace come fosse qualcosa di separato o distance, dobbiamo sapere come relazionarci gli uni agli altri senza essere aggressivi, violenti oppure senza mancare di rispetto, senza noncuranza e pregiudizio”.  ” 



Per saperne di più:

https://news.un.org/en/story/2020/09/1072062

https://undocs.org/en/A/RES/53/243

https://www.un.org/pga/74/2020/09/10/the-culture-of-peace-change-our-world-for-the-better-in-the-age-of-covid-19/

 

 

Autore: Matthew Burgos; Traduzione: Silvia Luminati

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