Le donne siriane stanno combattendo molteplici guerre: COVID, violenza e povertá

Una donna siriana si prende cura dei suoi bambini in un villaggio rurale Una donna siriana si prende cura dei suoi bambini in un villaggio rurale Picture-alliance/dpa/A. Aklharboutli

02 luglio 2020

Con il conflitto in Siria che continua a oltranza e la crisi del COVID-19, le donne sono la parte della popolazione piú colpita

Durante l’ultima Conferenza sulla Siria Bruxelles IV, la Direttrice Esecutiva di UN Women Phumzile Mlabo-Ngcuka ha parlato dei pericoli che le donne siriane devono affrontare. Tra tutti gli effetti provocati dalla crisi siriana, le donne sono le piú colpite della mancanza di servizi sanitari appropriati e la disoccupazione. Adesso che il COVID-19 si sta espandendo nel paese, le donne fanno fatica a trovare il modo di farsi curare e inoltre in molti casi sono obbligate a trascorrere la quarantena in casa con partner violenti. Al momento, circa 12 milioni di siriani hanno un estremo bisogno di assistenza umanitaria e 5.7 milioni hanno abbandonato il paese a causa della crisi.

Il Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (UNFPA) segnala che il tasso di povertá è piú alto tra le donne siriane che tra gli uomini. Inoltre, le donne in Siria sono anche costrette e stare in casa e sono piú vulnerabili ad essere oggetto di violenza domestica. Il UNFPA prevede milioni di casi futuri di violenza di genere. Secondo studi recenti le donne siriane rimangono incinta con una frequenza sempre piú alta, e con l’aumento dei casi di coronavirus il loro accesso a trattamenti medici è diminuito. Hanno paura di contrarre il virus o di abbandonare la casa e rischiare cosí di essere rimproverate dai loro mariti. Tutto ció rappresenta una minaccia per la salute delle donne incinte in tutta la nazione.

Dal punto di vista economico, secondo le previsioni circa 700,000 donne arabe nella regione perderanno il loro posto di lavoro. Inoltre, la mancanza di opportunitá lavorative le obbliga a entrare nel mercato nero. Le donne cercano rifugio principalmente in Iraq o Libano, peró è estremamente difficile per loro trovare un lavoro sicuro. Secondo un recente sondaggio di UN Women, solo l’1% delle donne rifugiate è in possesso di un permesso di lavoro in Libano. In Iraq, il 78% delle donne rifugiate sono legalmente autorizzate a lavorare, peró solo il 4% trova lavoro.

Il UNFPA sta cercando di migliorare la situazione aumentando le opportunitá di lavoro, distribuendo materiale sanitario e igienico e dando un maggior accesso ai servizi di salute. Durante la Conferenza Bruxelles IV, la Direttrice Esecutiva di UN Women Mbalo-Ngucka ha sottolineato l’importanza di affermare i diritti essenziali delle donne. Inoltre, ha lanciato un appello alla comunitá internazionale perché faccia in modo che le donne siriane in Medio Oriente abbiano accesso alle risorse essenziali durante la pandemia

 

Per saperne di piú:

https://www.unwomen.org/en/news/stories/2020/6/op-ed-joint-women-at-the-centre-of-syria-crisis-response 

https://www.thenewhumanitarian.org/news/2020/05/12/Syria-refugee-women-coronavirus-battleground

 

Autore: Sergio Gomez; Traduzione: Michele Pitta

 

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