L’emergenza umanitaria dilania la Nigeria, causando veri e propri fenomeni migratori

Civili sopravvissuti ad un attacco in Nigeria Civili sopravvissuti ad un attacco in Nigeria Al Jazeera

28 febbraio 2019

I conflitti esplosi nel paese hanno costretto numerosi uomini, donne e bambini a varcare il confine con il Camerun per sfuggire alle ostilità

Costanti e invasivi gli episodi di violenza a Rann, nel nord – est della Nigeria, che hanno costretto migliaia di civili ad abbandonare le zone colpite e a spostarsi ben oltre il confine con il Camerun.

Più di 35.000 fra uomini, donne e bambini hanno, infatti, oltrepassato il predetto confine, raggiungendo il villaggio di Goura, nell’estremo nord – ovest del Camerun, dove si sarebbero fermati, bisognosi di alimenti, riparo e cure mediche.

Secondo quanto riportato dal vicepresidente del programma MSF (Medici Senza Frontiere) per le emergenze, i civili sarebbero partiti molto presto al mattino, lasciando parenti e portando con sé ciò che possedevano. Una volta arrivati a Goura sarebbero stati, però, abbandonati sotto ogni fronte, ingenerando una vera e propria crisi umanitaria. Ciò avrebbe, dunque, indotto MSF ad aprire una clinica nel campo di Goura, nonché ad aumentare la sua fornitura di acqua potabile insieme a quella di altri fornitori, per cercare di arginare la grave emergenza in atto.

L’emergenza umanitaria a Rann sarebbe stata aggravata dal ristagnamento dell’acqua piovana a causa dei forti temporali, che hanno attivato un pericoloso ricettacolo per la riproduzione delle zanzare; ed ancora, la defecazione in luoghi aperti e latrine in sovraccarico avrebbe aumentato il rischio di contrarre epidemie e malattie, mettendo a dura prova l’incolumità della popolazione.

I dati registrati dalle Nazioni Unite negli ultimi anni evidenziano un totale di circa 2,4 milioni di civili emigrati dal paese, nonché 1,9 di sfollati interni nella Nigeria nord – orientale.

Inoltre, Amnesty International ha analizzato le immagini satellitari relative ai recenti attacchi perpetrati a Boko Haram che hanno devastato Rann, sfollando più di 9.000 persone nella seconda metà del mese di gennaio 2019. L’analisi espletata ha, così, permesso di contare oltre 100 strutture distrutte o gravemente danneggiate a causa degli incendi divampati.

Al fine di garantire il rispetto dei diritti umani, l’accesso ai servizi essenziali e il ritorno ad un’esistenza “normale”, l’UNHCR sta attualmente collaborando con le Autorità della Nigeria nord – orientale, coordinando l’assistenza umanitaria fornita da 47 agenzie delle Nazioni Unite e partner delle ONG, attraverso un apposito Piano di risposta ai rifugiati regionali.

Amnesty International, dal suo canto, sollecita le Autorità perché forniscano, su ambedue i lati del confine, protezione e sicurezza ai rifugiati, condannando gli spregevoli attacchi e definendoli alla stregua di crimini di guerra.

 

 

Per saperne di più:

https://www.msf.org/nothing-drink-and-nowhere-sleep-thousands-whove-fled-rann-nigeria-cameroon

https://www.medicisenzafrontiere.it/news-e-storie/news/nigeria-la-crisi-umanitaria-nel-borno-non-e-affatto-finita/

https://www.amnesty.org/en/latest/news/2019/01/nigeria-satellite-imagery-shows-charred-remains-of-rann-after-boko-haram-attack/

https://www.unhcr.org/nigeria-emergency.html

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