Iraq: analisi sul contesto attuale nel distretto del Sinjar

Forze militarie dispiegate nel Sanjar Forze militarie dispiegate nel Sanjar © Anadolu Agency

Questa è una breve presentazione di un Report stilato dall’International Crisis Group sulla situazione attuale del distretto di Sinjar in Iraq.

Il 31 maggio, l'International Crisis Group (ICG) ha pubblicato un report aggiornato sulla situazione nel distretto di Sinjar in Iraq. L'analisi si concentra sul conflitto che affligge l'area e le sue conseguenze sulla popolazione locale: la mancanza di servizi pubblici, l'inadeguatezza del governo locale a controllare l'area e il lento processo di ricostruzione. Particolare attenzione è rivolta all'accordo concluso nell'ottobre 2020 tra il governo federale di Baghdad e l'autorità regionale curda di Erbil, il cui scopo era incoraggiare gli sfollati a tornare a casa e ristabilire una nuova governance. Il report è sviluppato come segue: in primo luogo, viene delineato un breve riassunto della storia e della geografia del distretto; in secondo luogo, viene descritta la sconfitta dell'ISIS nel 2014 con il sostegno dell'esercito statunitense; in terzo luogo, viene presentato l'accordo Sinjar del 2020 e i suoi punti principali; infine, sono delineate alcune conclusioni con possibili soluzioni.

Per quanto riguarda la geografia del distretto, il Sinjar si trova nella parte settentrionale dell'Iraq, 120 km a ovest di Mosul, la capitale del governatorato di Ninewa, al confine con la Siria. La popolazione della zona è estremamente diversificata, con comunità di arabi musulmani sunniti, curdi sunniti, cristiani assiri e un piccolo numero di arabi sciiti. Per la costituzione irachena del 2005, il distretto è classificato come "territori contesi": il suo status è ancora irrisolto, ma formalmente cadde sotto il controllo del Partito Democratico del Kurdistan (KDP) nel 2003.

Successivamente, nel 2014, lo Stato Islamico in Iraq e in Siria (ISIS) ha invaso l’area, commettendo le peggiori atrocità sulla popolazione civile residente nel distretto. Gli yazidi, che i jihadisti considerano eretici, sono stati oggetto di un attacco particolarmente violento: sono stati immediatamente uccisi dai militanti dell'ISIS. Hanno inoltre portato donne e ragazze nelle regioni controllate dall'ISIS in Iraq e Siria, dove sono state vittime di violenza sessuale. Migliaia di yazidi sono ancora sfollati e vivono in campi in tutto il nord dell'Iraq. Nel complesso, in tutte le regioni dell'Iraq, la guerra contro l'ISIS ha cambiato l'equilibrio del potere; in particolare, il conflitto si è inclinato a favore del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), che è un diretto rivale del KDP. Con il sostegno dell'aviazione statunitense, il PKK ha gradualmente respinto l'ISIS, e nel 2015, l'ISIS è stato definitivamente espulso dai territori dal PKK, insieme ai suoi gruppi collegati (le unità di protezione del popolo siriano (YPG) e le unità di resistenza Sinjar (YBȘ), KDP e gli Stati Uniti. Nei due anni successivi, i territori Sinjar erano controllati dal KDP, rispettivamente nella città di Sinjar e nord-est, e dal PKK, nel Monte Sinjar e nel nord-ovest. 

Tuttavia, nel 2017 il KDP si è ritirato dall'area e la Turchia, che lo ha sostenuto durante la guerra, ha perso il suo principale alleato a Sinjar. Di conseguenza, il paese ha intensificato i bombardamenti aerei che aveva precedentemente effettuato su presunti nascondigli del PKK nell'Iraq settentrionale, attaccando anche i siti YBȘ che ospitavano i quadri del PKK.

A causa dei continui combattimenti e delle violenze sulla popolazione, nel 2020 l'ONU ha negoziato un accordo tra Baghdad ed Erbil, con l'obiettivo di riunire i governi regionali federale e curdo nel governo congiunto del Sinjar, sotto il controllo generale di Baghdad. Tuttavia, fino ad oggi solo alcune parti dell'accordo sono entrate in vigore in quanto non sono stati presi in considerazione le prospettive delle potenze occupanti, il YBȘ e i vari gruppi Hashd.

Attualmente, la situazione rimane altamente instabile, e i civili stanno pagando il prezzo più alto di questo: la maggior parte di loro sono sfollati e la maggioranza non può accedere ai servizi di base. Per migliorare la situazione, Baghdad ed Erbil dovrebbero cercare di aumentare il sostegno all'accordo tra i diversi gruppi di attori armati locali; soprattutto, il governo dovrebbe designare un sindaco ad interim per migliorare i servizi accessibili ai civili e la loro possibilità di tornare a casa.

 

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di Alexia Tenneriello

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