Violenza esplosiva e bambini soldato

Bambino siriano in sella a una bici in un campo profughi Bambino siriano in sella a una bici in un campo profughi © Unknown photographer on iStock

Questo articolo è una breve presentazione del rapporto di Action on Armed Violence sull'impatto della violenza esplosiva sui bambini

Action on Armed Violence (AOAV) è un'organizzazione non governativa (ONG) senza scopo di lucro con sede nel Regno Unito che si dedica alla ricerca e alla sensibilizzazione sulla violenza armata nel mondo. L'organizzazione presenta rapporti sulla violenza armata globale e si impegna a ridurre al minimo i danni provocati e a ricostruire le vite colpite dalla violenza armata. Le sue ricerche riguardano principalmente le metodologie per eliminare la violenza armata, le conseguenze delle armi esplosive sul luogo di impatto, e le ripercussioni derivanti dalla violenza esplosiva. AOAV ha promosso e contribuito ad accordi internazionali relativi al disarmo. Verity Hubbard, ricercatrice consulente di AOAV, ha redatto questo rapporto sul coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati.

Secondo quanto stabilito dai Principi di Parigi sul coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati (2007), si definisce come bambino soldato qualsiasi individuo di età inferiore ai 18 anni "che è o è stato reclutato o utilizzato da una forza armata o da un gruppo armato a qualsiasi titolo; per esempio come combattente, cuoco, facchino, spia o per scopi sessuali". Il reclutamento e l'uso di bambini soldato è proibito dalla Convenzione di Ginevra e dalla Convenzione sui Diritti del Bambino, ed è una delle Sei Gravi Violazioni delle Nazioni Unite (ONU) nei confronti dei minori durante i conflitti armati. I bambini sono spesso usati come soldati in regioni che fronteggiano conflitti prolungati e possiedono un valore strategico per i gruppi armati. La loro vulnerabilità psicologica li rende più facili da "reclutare, indottrinare e costringere a partecipare a situazioni pericolose", e la loro comprensione potenzialmente limitata della morte può essere sfruttata facilmente.

Il rapporto ha riscontrato che, comunemente, la violenza esplosiva produce le "condizioni per il reclutamento di bambini da parte di gruppi armati, specialmente coloro che sono stati costretti a sfollare nei campi per rifugiati e gli sfollati interni". In mancanza di membri della famiglia o di meccanismi di protezione, gli orfani sono particolarmente inclini ad essere sfruttati dai gruppi armati. Come mostrano i dati dell'Explosive Violence Monitor di AOAV, i civili in Siria, Afghanistan, Yemen, Somalia e Libia sono i più colpiti dalla violenza esplosiva, e tutti questi Paesi sono stati citati nella lista del Child Soldiers Prevention Act degli Stati Uniti delle nazioni "le cui forze armate, polizia, altre agenzie di sicurezza o gruppi armati sostenuti dal governo reclutano o sfruttano bambini soldato".

È noto da tempo che i bambini vengono utilizzati per costruire e far funzionare le armi esplosive, e gli ordigni esplosivi improvvisati (IED) "sono le armi esplosive tra le più documentate utilizzate dai bambini soldato". Come si stima nel rapporto, fino al 40% dei bambini soldato sono ragazze, molte delle quali vengono sfruttate come schiave sessuali. Le bambine sono spesso "le vittime silenziose della guerra" poiché occupano più comunemente ruoli di supporto nel conflitto e quindi non vengono notate dalle organizzazioni di protezione dell'infanzia né figurano nelle statistiche ufficiali. I bambini sono spesso utilizzati per compiti altamente pericolosi come il posizionamento o la rimozione di mine, il che li rende più inclini ad essere feriti o uccisi rispetto ai soldati adulti.

La partecipazione a operazioni legate al conflitto ha impatti duraturi sulla vita di un bambino. A causa della mancanza di istruzione e dell'incapacità di adattarsi a un ambiente post-bellico, i bambini sono più soggetti a svantaggi economici. Inoltre, il coinvolgimento passato di un bambino in un conflitto lo rende particolarmente suscettibile di essere reclutato una seconda volta, poiché spesso i bambini soldato incontrano difficoltà nel reintegrarsi nella società. Tutto ciò rende più probabile il ripetersi di un conflitto e perpetua un pericoloso ciclo in cui i bambini ricadono di volta in volta nel conflitto.

 

Per saperne di più:

www.aoav.org.uk/2021/explosive-violence-and-child-soldiers/

 

Autore: Sitara Sandhu; Editor: Gabriella Pavlakis; Traduttore: Debora Salvo

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