Stampa questa pagina

I bambini nei conflitti armati in Somalia, Sudan e Birmania

Bambini birmani nel villaggio di Kanpetlet Bambini birmani nel villaggio di Kanpetlet © Photo by Davidevison on iStock

Questo articolo è una breve presentazione del rapporto "Children and Armed Conflict" sull’omicidio, uso e reclutamento di bambini nei conflitti armati

Watchlist on Children and Armed Conflict è una rete globale di organizzazioni non governative locali, nazionali e internazionali dedicata alla promozione dell’informazione sulle violazioni contro i bambini nei conflitti armati, al fine di esortare gli organi e gli attori responsabili ad attuare programmi per la protezione dei bambini e per chiedere alle parti in guerra di sostenere i principi del Diritto internazionale umanitario. Nel rapporto " Children and Armed Conflict " Watchlist si concentra su crimini quali l'omicidio, lo sfruttamento, il reclutamento e le mutilazioni subite dai bambini durante i conflitti armati. In particolare, il rapporto si sofferma sulle violenze perpetrate in tre paesi, la Somalia, il Sudan e la Birmania, con l'obiettivo di raccomandare al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (ONU) misure per garantire la protezione dei minori in questi contesti. 

Per quanto riguarda la Somalia, il rapporto elenca le forze di difesa federali e di polizia somale, il gruppo paramilitare di Ahl al-Sunna wal-Jama'a, ed il gruppo terroristico Al Shabaab come responsabili per il reclutamento, l'impiego, l'uccisione e la mutilazione di bambini nel conflitto. Da novembre 2020, la Task Force delle Nazioni Unite sul Monitoraggio e la Reportistica delle gravi violazioni dei diritti dei bambini (CTFMR) ha segnalato 945 gravi violazioni contro 1.254 bambini, 11 attacchi contro scuole, un attacco a un ospedale e 66 casi di violenza sessuale su bambini, di cui due bambini e 64 bambine. La CTFMR è una task force istituita dalle Nazioni Unite e co-presieduta dal Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia (UNICEF) volta ad implementare il Meccanismo di Monitoraggio e Reportistica  adottato dal Consiglio di Sicurezza nel 2005. Lo scopo della task force è quello di raccogliere informazioni sul campo, monitorare e segnalare violazioni contro i bambini durante i conflitti armati per prevenire abusi futuri e assistere le vittime di violenza. 

Nel dicembre 2020, il Consiglio di Sicurezza dell'ONU ha adottato la Risoluzione 2559 per il ritiro dell'operazione ibrida Nazioni Unite-Unione Africana in Darfur (UNAMID), nonostante le violenze in corso nella regione situata nella parte occidentale del paese. Come riportato da Watchlist, nel gennaio 2021,in Darfur sono state registrate 250 uccisioni che hanno coinvolto 10 bambini e tre operatori umanitari, in oltre a  300 feriti, di cui sette bambini, sempre nella stessa regione. In Birmania, secondo il sesto rapporto del Segretario Generale delle Nazioni Unite sui bambini e i conflitti armati, la CTFMR ha verificato 994 gravi violazioni contro 974 bambini avvenute tra settembre 2018 e giugno 2020. Secondo la Task Force, il 78% di queste violazioni ha avuto luogo nello Stato di Rakhine, situato nella parte occidentale del paese. Con l'intensificarsi delle violenze dalla fine del 2019 a causa dell'incremento degli scontri tra il Tatmadaw, le forze armate della Birmania, e i gruppi armati non statali, è stato segnalato un picco di violenza contro i bambini. Durante questo periodo, infatti, il Tatmadaw ha reclutato 587 bambini, un grande aumento se confrontato con i 205 casi di reclutamento del 2019. Inoltre, la CTFMR ha riportato 20 attacchi contro scuole e ospedali, 12 dei quali attribuiti al Tatmadaw. 

Dopo aver analizzato i casi di violenza nei suddetti paesi, in conclusione al rapporto, Watchlist ha redatto diverse raccomandazioni al Consiglio di Sicurezza dell'ONU per salvaguardare la sicurezza dei bambini durante i conflitti armati. L'organizzazione ha esortato il Consiglio di Sicurezza a manifestare preoccupazione per le crescenti uccisioni, stupri, mutilazioni e altre forme di violenza sessuale contro i bambini; a sollecitare tutte le parti in conflitto a rispettare gli obblighi derivanti dal diritto internazionale umanitario e la legge sui diritti umani; a chiedere ai governi di ogni paese di porre fine a qualsiasi uso militare delle scuole e ad implementare procedure effettive per ritenere gli autori delle violazioni responsabili delle loro azioni. Infine, l'organizzazione ha chiesto al Consiglio di Sicurezza di sollecitare i governi di Somalia, Sudan e Birmania a firmare ed implementare un piano d'azione congiunto nel quadro delle Nazioni Unite per la prevenzione della violenza contro i bambini, in aggiunta all'adozione di servizi di risposta e protezione dei minori  colpiti dai conflitti armati.  

 

Per saperne di più:

https://watchlist.org/wp-content/uploads/2021_02_cac-monthly_final.pdf

 

Autore: Carla Leonetti; Editor: Francesca Mencuccini

Letto 45 volte