L’impatto economico della pandemia su rifugiati e sfollati

Migranti venezuelani in attesa di un bus per il Venezuela a Bogota, Colombia Migranti venezuelani in attesa di un bus per il Venezuela a Bogota, Colombia © 2020 AP Photo/Fernando Vergara

Questo articolo è una presentazione del rapporto del Norwegian Refugee Council sulle ripercussioni economiche della pandemia su rifugiati e sfollati

I rifugiati e gli sfollati interni sono tra le categorie più vulnerabili al mondo. Queste persone dovevano fronteggiare molteplici sfide ancor prima della pandemia di Covid-19, essendo costretti a lasciare le proprie case, hanno spesso accesso limitato a istruzione e lavoro e sono esposti ad abusi e violenze. L’ultimo rapporto del Norwegian Refugee Council (NRC), pubblicato a settembre, evidenzia come alcune misure governative anti-Covid abbiano ulteriormente peggiorato la drammatica condizione di rifugiati e sfollati. La ricerca dell’NRC si basa su un sondaggio rivolto a 1,400 persone che devono fronteggiare sfollamento e conflitto in otto Paesi. 

La conseguenza principale delle misure anti-Covid su queste categorie vulnerabili è stata un drammatico calo dei loro redditi. Infatti, il 77 per cento degli intervistati ha dichiarato di aver perso permanentemente o temporaneamente la propria fonte di reddito dall’inizio della pandemia a marzo. Il 62 per cento degli intervistati che era solito ricevere rimesse dai familiari all’estero ha dichiarato di aver ricevuto una somma nettamente inferiore dall’inizio della pandemia, e il 30 per cento ha dichiarato di aver dovuto chiedere più soldi in prestito rispetto al passato. Questa drammatica perdita di entrate ha originato ulteriori problemi: il 77 per cento degli intervistati ha dichiarato di aver dovuto tagliare le proprie spese mediche; il 71 per cento ha riscontrato difficoltà nel pagare l’affitto e il 47 per cento ha dichiarato di essere stato sfrattato dall’inizio della pandemia. L’impatto della pandemia si è spesso sovrapposto a problemi preesistenti per le categorie vulnerabili: rifugiati e sfollati vivevano già in contesti sovraffollati e degradati, con un rischio maggiore di contrarre il virus a causa di condizioni igieniche inadeguate. Come sottolinea la ricerca dell’NRC, condizioni abitative adeguate sono sempre meno disponibili per queste persone. 

Anche prima della pandemia, sfollati e rifugiati erano soggetti ad elevati livelli di insicurezza alimentare. La loro condizione è si è ulteriormente aggravata, anche a causa delle misure anti-Covid. Dalla ricerca dell’NRC, infatti, emerge che tre quarti degli intervistati hanno dovuto ridurre il numero di pasti nel proprio nucleo familiare dall’inizio della pandemia. Secondo il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia (UNICEF), il numero di bambini che soffrono di grave malnutrizione nell’Africa occidentale crescerà del 20 per cento a causa della pandemia. Inoltre, l’impatto economico della pandemia non è equamente distribuito. Ad esempio, le donne risultano più colpite degli uomini in quei contesti in cui sono più portate ad avere impieghi precari e informali. Come mostra il rapporto, il 52 per cento delle donne ha perso permanentemente il proprio lavoro in Iraq a causa della pandemia, contro il 34 per cento degli uomini. 

Il rapporto dell’NRC rivolge una serie di raccomandazioni agli attori coinvolti. Innanzitutto, i governi locali dovrebbero includere rifugiati e sfollati nei propri piani di stimolo dell’economia nazionale ed ordinare una moratoria sugli sfratti. In secondo luogo, il rapporto suggerisce al G-20 di impegnarsi ad incrementare l’assistenza ai Paesi più vulnerabili e di promuovere delle iniziative di alleggerimento del debito per i Paesi che ospitano un grande numero di rifugiati e sfollati. Infine, raccomanda anche alle organizzazioni umanitarie di collaborare con le autorità nazionali, il settore privato e le banche multilaterali di sviluppo per fornire una maggiore assistenza a questi Paesi.

 

Per saperne di più: 

https://www.nrc.no/globalassets/pdf/reports/nrc_downward-spiral_covid-19_report.pdf

 

Autore: Margherita Curti; Editor: Matteo Consiglio

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