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La scuola sotto attacco

Un bambino siriano guarda l’aula di scuola distrutta nella città di Ulaya, vicino Damasco Un bambino siriano guarda l’aula di scuola distrutta nella città di Ulaya, vicino Damasco © :Almer Almohlbany/ AFP/ Getty

Questo articolo è una breve presentazione del rapporto “Education under attack” della Global Coalition to Protect Education from Attack

La Global Coalition to Protect Education from Attack (GCPEA) ha recentemente pubblicato un nuovo rapporto che documenta gli attacchi subiti dalle strutture scolastiche nelle situazioni di conflitto armato o insicurezza. La GCPEA è stata fondata nel 2010 da organizzazioni che lavorano nel settore dell'educazione in situazioni di emergenza e conflitto. La coalizione include: Save the Children, l'Ufficio dell'Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia (UNICEF), il Council for At-Risk Academics (CARA) e Human Rights Watch.

Il rapporto, che comprende il periodo da gennaio 2017 a dicembre 2019, documenta gli effetti devastanti sulla vita umana e sulla pace a lungo termine degli attacchi alla scuola in 37 Paesi. Il rapporto traccia cinque tipi di attacchi e di uso militare delle strutture educative: attacchi alle scuole; attacchi a studenti e personale educativo; uso militare di scuole e università; reclutamento di bambini a scuola o sulla strada per la scuola; violenza sessuale a, o in viaggio verso o da, scuola; e attacchi all'istruzione superiore.

Gli attacchi alle strutture scolastiche possono essere dettati da ragioni militari, ma nascondere anche motivazioni politiche, etniche, religiose o ideologiche. Il rapporto identifica varie forme di attacco perchè in alcuni casi gli aggressori utilizzano armi esplosive oppure colpi di arma da fuoco  per distruggere gli edifici, mentre in altri casi prendono di mira gli studenti e il personale educativo. Le forze armate, altre entità di sicurezza statali e i gruppi armati non statali usano spesso le scuole per scopi militari, anche mentre i bambini continuano a frequentare le lezioni. Nelle zone in cui la violenza è endemica, le scuole e le università sono continuamente bersagliate dagli attacchi che compromettono la salute fisica e mentale degli studenti -traumi, paura, ansia- fino ad ostacolare loro capacità di continuare gli studi.

GCPEA ha documentato oltre 11.000 casi di attacchi e uso militare delle strutture educative. Questi incidenti hanno coinvolto almeno 22.000 studenti, insegnanti, professori e personale della scuola e dell'università. Durante il periodo studiato nel rapporto, l'Afghanistan, l'India e la Palestina hanno riportato il numero più alto di persone lese a seguito di attacchi, mentre lo  Yemen e la Repubblica Democratica del Congo (RDC) risultano i Paesi che complessivamente sono stati i più colpiti dagli attacchi alle scuole.  Nello Yemen, bombardamenti a terra, attacchi aerei e colpi d'arma da fuoco hanno distrutto o danneggiato diverse strutture, in particolare nei governatorati di Taizz e al-Hudaydah, invece nella RDC  le scuole delle province di Ituri e Tanganica sono quelle più prese di mira con centinaia di incursioni da parte dei gruppi armati. A seguire, in Afghanistan, oltre 100 scuole sono state colpite con ordigni esplosivi e incendi dolosi mentre venivano utilizzate come seggi elettorali durante le elezioni politiche. In Siria, invece, il 40% delle scuole del Paese è stato distrutto o parzialmente danneggiato dai combattimenti. Nei Paesi dell'Africa occidentale, tra cui Burkina Faso, Mali e Niger, migliaia di scuole sono state costrette a chiudere a causa della ripetuta violenza dei gruppi armati.

GCPEA sottolinea inoltre che le forze armate e i gruppi armati non statali spesso commettono violenze sessuali contro studentesse e insegnanti. Le aggressioni si verificano durante o dopo gli attacchi alle scuole e tra i Paesi in cui si sono verificati questi crimini ci sono: Afghanistan, Burundi, Colombia, RDC, Egitto, Iraq, Myanmar, Nicaragua, Nigeria, Filippine, Somalia, Sud Sudan, Sudan, Venezuela e Yemen. Tuttavia, i dati sulla violenza sessuale a, o sulla strada da o verso, la scuole o l'università rimangono difficili da raccogliere a causa dello stigma che circonda la violenza sessuale e che impedisce alle vittime di denunciare. La GCPEA ha esaminato poi in modo più approfondito le dinamiche di genere che si nascondono dietro questi attacchi che colpiscono principalmente donne e ragazze.  In effetti, questi attacchi di solito assumono la forma di violenza sessuale o repressione dell'educazione delle ragazze. Ad esempio, in Nigeria i matrimoni forzati delle studentesse con i combattenti di Boko Haram hanno impedito alle ragazze di frequentare la scuola e completare gli studi. Inoltre, le ragazze che sono state reclutate da gruppi armati hanno meno probabilità rispetto ai ragazzi di tornare a scuola una volta rilasciate a causa delle "dannose norme sociali che le fanno vergognare  o avere paura di tornarci".

Il rapporto analizza inoltre le tendenze della violenza a livello globale dalle quali risulta che dal 2018 i livelli di pace sono aumentati. Tuttavia, nonostante i miglioramenti, la sicurezza è peggiorata in 76 Paesi che versano già in condizioni di fragilità e insicurezza sociale, come Camerun, Yemen, Mali e Venezuela. Inoltre il rapporto ha riscontrato che nel 2017 si è verificato il picco di attacchi contro i minori, tuttavia questo aumento potrebbe essere attribuito ai miglioramenti nel monitoraggio e nella segnalazione.

Nelle conclusioni GCPEA afferma che sebbene vi siano stati dei progressi nella tutela dell'educazione resta ancora molto da fare. Per questo raccomanda agli Stati di implementare la Safe School Declaration e di rafforzare il monitoraggio e la segnalazione degli attacchi all'istruzione attraverso la disaggregazione dei dati per tipo di attacco, età, sesso,  luogo e gruppo responsabile. Il rapporto sollecita anche le forze armate e gruppi non statali ad astenersi dall'utilizzare scuole e università per scopi militari, in linea con le Guidelines for Protecting Schools and Universities from Military Use during Armed Conflict. Infine la GCPEA incoraggia le istituzioni di giustizia internazionale a indagare sistematicamente sugli attacchi all'istruzione e a perseguire equamente i responsabili

 

Per saperne di più:

https://reliefweb.int/sites/reliefweb.int/files/resources/eua_2020_full.pdf

https://ucdp.uu.se/exploratory

https://ssd.protectingeducation.org/endorsement/

https://www.icrc.org/en/document/safe-schools-declaration-and-guidelines-protecting-schools-and-universities-military-use

 

Autore: Silvia Luminati

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