L’impatto profondo dei conflitti armati sui bambini

Tre bambini in piedi in ció che resta di una casa appartenente a militanti del Partito dei Lavoratori del Kurdistan Tre bambini in piedi in ció che resta di una casa appartenente a militanti del Partito dei Lavoratori del Kurdistan © AFP Photo

 Il Segretario Generale dell’ONU sottolinea il bisogno di proteggere i bambini vittime della violenza in zone di guerra

Oggigiorno, piú di un bambino su dieci nel mondo è colpito dalle conseguenze della guerra, essendo coinvolti nelle ostilitá ed esposti a una miriade di rischi che li privano della possibilitá di vivere a pieno la loro infanzia. “Non c’è posto per i bambini nei conflitti”, ha detto António Guterres, Segretario Generale dell’ONU, durante una riunione di alto livello del Consiglio di Sicurezza dell’ONU nella Giornata Internazionale contro l’uso dei Bambini nei Conflitti Armati. Il Segretario Generale ha portato alcuni esempi dei terribili abusi dei quali sono vittime i bambini in zone di guerra, come violenze sessuali, sequestri, essere obbligati ad arruolarsi e prendere parte ai combattimenti o sfruttati come messaggeri, e ha evidenziato l’impatto profondo e duraturo che questi abusi hanno su di loro. Nonostante siano 250 milioni i giovani che vivono in paesi in conflitto o nei quali é diffusa la violenza, Guterres si è detto ottimista, riferendosi in particolare alla crescente consapevolezza globale riguardo a queste violazioni. In particolare, ha parlato del ruolo chiave del Meccanismo di Monitoraggio e Reporting dell’ONU istituito nel 2005 con l’adozione della risoluzione 1612. Questo meccanismo facilita la raccolta sistematica di informazioni precise, tempestive e affidabili riguardo a sei gravi abusi commessi contro bambini in situazioni di guerra: assassinati, reclutamento da parte delle forze armate, violenze sessuali, sequestri, attacchi contro scuole e ospitali e negazione dell’aiuto umanitario.

Gli altri partecipanti hanno applaudito le parole di Guterres e il suo impegno a favore di una maggiore protezione dei bambini. Nonostante ció, alcuni di loro hanno sottolineato il bisogno di fare di piú e di andare oltre alle parole prendendo provvedimenti concreti che proteggano i bambini durante tutte le fasi dei conflitti armati. Smaïl Chergui, Commissario dell’Unione Africana per la Pace e la Sicurezza, ha rimarcato che è fondamentale affrontare e includere nei processi di pace le violenze sofferte dai bambini. Altrimenti, la diffusione di una cultura dell’impunitá, ingiustizia e illegalitá potrebbe creare un terreno propizio alla riacutizzazione della violenza. Jo Becker, Direttrice della Divisione di Advocacy of Children’s Rights di Human Rights Watch, ha parlato a nome della Watchlist on Children and Armed Conflict, una rete globali di organizzazione umanitarie e dei diritti umani, e ha segnalato che i risultati ottenuti dal 1999, quando il Consiglio di Sicurezza ha iniziato ad occuparsi del problema del coinvolgimento dei bambini in guerre e conflitti armati, non sono soddisfacenti. Infatti, secondo un’analisi condotta da Watchlist su 444 documenti legati a situazioni di conflitto meno del 18% includono garanzie per la protezione dei bambini.

Il Segretario Generale ha annunciato inoltre la creazione di una Guida Pratica per Mediatori per la Protezione dei Bambini in Situazioni di Conflitto Armato, che ha come obiettivo fornire strumenti ai mediatori e ai negoziatori per condurre analisi dei conflitti fondate sui diritti. Questo documento mette in risalto l’importanza a livello strategico di includere i diritti e i bisogni dei bambini nelle negoziazioni di pace e aiuta i mediatori a tenere conto di queste questioni sin dalle prime fasi delle negoziazioni dandogli gli strumenti necessari. Inoltre, la Guida presenta storie ispiratrici ed esperienze raccolte da diverse zone conflittuali cha hanno portato a risultati concreti come, per esempio, il rilascio di bambini e bambine sequestrati da gruppi armati in Colombia, Sudan del Sud e Nepal e il loro reinserimento nella vita civile. Senza dubbio, mettere i bambini al centro degli sforzi per prevenire e risolvere i conflitti violenti rappresenta un enorme passo in avanti. Tuttavia, come ha riconosciuto Guterres, non é abbastanza. Per garantire la protezione dei bambini a lungo termine, é necessario un approccio piú ampio che faccia fronte alla cause dei conflitti armati e miri a prevenirli. Di certo non é un compito facile, e richiede che tutti gli attori coinvolti facciano qualcosa in piú per invertire l’andamento attuale che mostra un continuo aumento delle violazioni contro i bambini in zone di guerra. Per esercitare un impatto positivo sulla vita di milioni di bambini, la Rappresentante Speciale del Segretario Generale per l’Infanzia e i Conflitti Armati Virginia Gamba, ha incoraggiato gli Stati Membri, le organizzazioni regionali, i mediatori e le altre parti coinvolte nei processi di pace ad usare questa guida e divulgarla.

 

Per saperne di piú:

https://news.un.org/en/story/2020/02/1057251

https://childrenandarmedconflict.un.org/tools-for-action/monitoring-and-reporting/#:~:text=In%202005%2C%20with%20the%20adoption,in%20times%20of%20armed%20conflict.&text=Abduction%20of%20children%3B,of%20humanitarian%20access%20for%20children.

https://childrenandarmedconflict.un.org/2020/02/childrens-needs-and-rights-must-be-considered-during-all-phases-of-conflict-un-secretary-general/

 

Autore: Michele Pitta

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