Il peacekeeping si evolverà in risposta alle nuove crisi

Veicolo militare del peacekeeping delle Nazioni Unite Veicolo militare del peacekeeping delle Nazioni Unite © Photo by Fbhenrg on iStock

In Focus by Carla Leonetti; Editor: Francesca Mencuccini 

Le operazioni di pace delle Nazioni Unite (ONU) stanno vivendo quella che molti osservatori hanno definito una crisi. Come riportato dall' International Peace Institute (IPI) Global Observatory, dal 2015 il peacekeeping delle Nazioni Unite è stato soggetto ad un ridimensionamento sia del personale che della spesa, rispettivamente del 24 e del 23 percento. Negli ultimi anni, le operazioni di peacekeeping sono state minate dai crescenti disaccordi tra le grandi potenze e dalla riduzione dei contributi degli stati membri dell’ONU, che probabilmente diminuiranno ulteriormente a causa dell'instabilità finanziaria causata dalla pandemia di COVID-19.

La cessazione delle missioni in Costa d'Avorio, Haiti e Liberia nel 2017 e nel 2018, seguita dal ridimensionamento delle operazioni nella Repubblica Democratica del Congo e dall'annuncio del ritiro dell’operazione ibrida Unione Africana-Nazioni Unite nel Darfur (UNAMID), da completare entro giugno 2021, suscitano dubbi sul ruolo e sulla resilienza del peacekeeping. Tuttavia, il peacekeeping risulta ancora essere il secondo dispiegamento di personale in uniforme al mondo dopo gli Stati Uniti, con più di 90.000 peacekeepers e 12 operazioni attive a livello globale, come riportato dalle Nazioni Unite. Secondo l'IPI Global Observatory, il peacekeeping è più propenso ad evolversi in seguito alle crisi piuttosto che a cessare la sua attività per quattro motivi. Primo, c’è ancora bisogno del peacekeeping in quanto perdura il sorgere dei conflitti; secondo, le operazioni di pace hanno dimostrato di essere efficaci ed efficienti in termini di costi, richiedendo meno dello 0,5% della spesa militare globale; terzo, il peacekeeping è il miglior strumento di gestione dei conflitti concepito finora; quarto, storicamente le operazioni di pace sono riuscite ad adattarsi ai cambiamenti piuttosto che scomparire.

Tuttavia, il peacekeeping ha bisogno di adeguarsi a nuove sfide per sopravvivere. Pertanto, nel 2018 il Segretario Generale dell’ONU, Antonio Guterres, ha lanciato il progetto Future of Peacekeeping, un'iniziativa volta all’analisi delle tendenze a lungo termine dei conflitti e della pace,  dei punti di forza e delle sfide del peacekeeping per capire come renderlo reattivo alle nuove sfide e come strutturare le riforme future.

 

Per saperne di più:

https://theglobalobservatory.org/2021/02/despite-challenges-un-peace-operations-will-evolve-not-disappear/ 

https://peacekeeping.un.org/en

https://news.un.org/en/story/2020/12/1081122#:~:text=The%20process%20should%20result%20in,administrative%20closure%20of%20the%20mission

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