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La fragile condizione delle persone con disabilità nei Paesi colpiti dalla violenza

Nujeen Mustafa arriva sull'isola di Lesbo con la sua sedia a rotelle Nujeen Mustafa arriva sull'isola di Lesbo con la sua sedia a rotelle © Ivor Prickett

In Focus by Giulia Francescon; Editor: Shrabya Ghimire

Vi siete mai chiesti come i conflitti e la violenza possano influenzare le persone con disabilità? Un Paese dilaniato dalla guerra non dà la giusta importanza e il giusto sostegno a questa fragile categoria di persone.

Nunjeen Mustafa è una ragazza affetta da una disabilità fisica. È cresciuta in Siria e ha vissuto l’attuale conflitto all’interno del suo Paese. Grazie ai suoi fratelli ha lasciato la Siria e ha affrontato un lungo e difficile viaggio con la sorella maggiore che portava la sua sedia a rotelle per fuggire e trovare rifugio in Europa. Una volta arrivata in Germania, è diventata una sostenitrice dei diritti dei disabili e un'attivista. La sua esperienza dà molti spunti per comprendere le reali condizioni delle persone con minori opportunità.

Ecco perché la scorsa settimana durante la 13esima sessione della Conferenza degli Stati facenti parte della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità ha dichiarato: “Sono rimasta delusa. Da quello che vedo, nulla è praticamente cambiato per le persone con disabilità in Siria e in altri luoghi dove c'è una guerra o una crisi umanitaria”. L'obiettivo di questo evento è quello di vincere le difficoltà circa l'applicazione della Risoluzione 2475, giugno 2019, la prima volta ad analizzare le conseguenze dei conflitti sulle persone con disabilità. Proprio come Mustafa ha spiegato nel 2019 al Consiglio di Sicurezza, molte persone con disabilità rischiano di essere abbandonate poiché per le famiglie a volte diventa difficile prendersi cura di loro mentre cercano di salvarsi dagli attacchi. Human Rights Watch ha riferito che la situazione è simile nella Repubblica Centrafricana, Camerun, Gaza, Sud Sudan. Inoltre, coloro che raggiungono la sicurezza non possono accedere correttamente a cibo, servizi igienici e assistenza medica.

La mancanza di azione sul campo è il grande problema: la Risoluzione è un documento rivoluzionario. Tuttavia, mettere in pratica i suoi principi è un processo piuttosto lento. Mustafa ha sottolineato al Consiglio di Sicurezza e alle Nazioni Unite (ONU) che può fare la differenza raccogliere dati e fornire finanziamenti mirati in modo che le persone con disabilità possano essere ascoltate e non siano più invisibili. Per aumentare la consapevolezza su questo argomento, si suggerisce anche di leggere il suo racconto “La ragazza di Aleppo”, scritto assieme alla co-autrice e giornalista Christina Lamb.

 

Per saperne di più, visitare:

https://www.unhcr.org/nujeen-mustafa.html

https://www.hrw.org/news/2020/12/10/call-protect-people-disabilities-armed-conflict 

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