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I nuovi scontri tra Azerbaijan e Armenia hanno già fatto 16 vittime

Casa di una donna azera dopo un bombardamento delle forze armene nella regione di Tovuz Casa di una donna azera dopo un bombardamento delle forze armene nella regione di Tovuz © Ramil Zeynalov/ AP

In Focus by Gianmarco Italia; Editor: Barbara Caltabiano

Il 14 luglio 2020, nei pressi di Tavush e del distretto di Tovuz, nuove schermaglie al confine tra Armenia ed Azerbaijan, hanno innalzato a 16 il bilancio dei morti. Secondo le autorità ufficiali, sono stati uccisi almeno 12 azeri, tra cui un civile, e quattro soldati armeni. In quello che sembra essere un conflitto mai sopito, entrambe le parti hanno accusato l’altra d’aver utilizzato droni per colpire degli insediamenti civili. La nuova crisi al confine è una manifestazione delle periodiche escalation che caratterizzano la tensione permanente tra Azerbaijan e Armenia. In effetti, i due Stati limitrofi del Caucaso meridionale sono al centro di un conflitto trentennale per la sovranità sul Nagorno-Karabakh, una regione azera sotto il controllo effettivo delle forze armene e sostenuta dall'Armenia sin dalla fine della guerra per il suo controllo nel 994.

Il Gruppo di Minsk, sotto l'egida dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), ha guidato senza successo gli sforzi della comunità internazionale tesi a risolvere la controversia. Dopo i lievi scontri del 2018, le operazioni avviate il 12 luglio 2020 costituiscono il picco più alto delle ostilità dal 2016. In quell'occasione si verificò un breve conflitto lungo la Linea di Contatto (LdC), che separa gli avamposti armeni da quelli azeri, che condusse a quattro giorni di combattimenti e provocò la morte di più di 200 tra soldati e civili. La comunità internazionale teme un'escalation, anche perché la guerra in corso non si svolge lungo il confine del Nagorno-Karabakh, dove piccoli scontri avvengono di continuo, ma al confine internazionale tra Armenia e Azerbaigian, dove gli ultimi scontri rilevanti risalgono agli anni Novanta.

Dal canto suo, la comunità internazionale ha reagito prontamente per scongiurare ulteriori attriti. Il segretario generale dell'Onu António Guterres ha espresso profonda preoccupazione per l'uso dell'artiglieria pesante al confine. L'OSCE e l'Unione europea hanno intimato alle parti un cessate il fuoco. La stessa Russia ha chiesto di rispettarlo e si è offerta di fare da mediatrice tra le fazioni.

 

Per saperne di più:

https://www.aljazeera.com/news/2020/07/death-toll-armenia-azerbaijan-border-clashes-reaches-14-200714131327939.html

https://www.bbc.com/news/world-europe-53415693

https://www.balcanicaucaso.org/aree/Armenia/Scontro-armato-tra-Armenia-e-Azerbaijan-203582

https://eurasianet.org/fighting-between-armenia-and-azerbaijan-widens

https://neweasterneurope.eu/2020/07/16/what-is-happening-on-the-armenia-azerbaijan-border

https://www.chathamhouse.org/sites/default/files/publications/research/NK%20paper%2024082016%20WEB.pdf

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