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SPECIALE COVID-19: Iraq, Nagorno-Karabakh

Attività di sanificazione nei campi profughi iracheni Attività di sanificazione nei campi profughi iracheni © UNICEF

In Focus by Silvia Luminati

1. Iraq

Nonostante l'Iraq non sia più un Paese dilaniato dalla guerra, è comunque soggetto ad una rinascita dell'ISIS poiché l'organizzazione terroristica è ancora presente in alcune regioni. La violenza ha provocato fino ad ora 1.4 milioni di sfollati interni che vivono in campi sovraffollati con scarse condizioni igieniche oppure negli insediamenti informali, ove le condizioni di vita sono ancora più difficili. Per questo motivo, l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati ha messo in atto delle misure di preparazione e risposta al COVID-19 per i più vulnerabili, come la distribuzione di denaro a 110 000 nuclei familiari individuati tra le comunità di rifugiati e sfollati per l'acquisto di prodotti per l'igiene di base. Parallelamente, l'agenzia delle Nazioni Unite per l'infanzia e altre organizzazioni umanitarie hanno più volte sanificato i campi di Ninawa, Jedaa, Hamam Al-Alil e Salamiyah.

Per saperne di più:

https://www.unicef.org/iraq/stories/fighting-covid-19-deepens-iraqs-humanitarian-crisis

http://reporting.unhcr.org/sites/default/files/UNHCR%20Iraq%20COVID-19%20Refugee%20Risk%20Profiling%20-%207APR20.pdf

https://drc.ngo/what-we-do/stories-from-the-field/drc-continues-life-saving-assistance-in-iraq-during-covid-19

 

2. Nagorno-Karabakh

La regione del Nagorno-Karabakh, contesa tra l'Azerbaijian e l'Armenia, si trova sotto il controllo della maggioranza armena dopo una sanguinosa guerra tra il 1991 e il 1994 che è costata la vita a quasi 30.000 civili e ha costretto alla fuga circa 1 milione di persone. Nel corso degli anni, nonostante la tregua del 1994, si sono verificati degli scontri sporadici ma ora la pandemia ha spinto le autorità militari dell'Azerbaijian e dell'Armenia a rimuovere i blocchi militari al confine e, infatti, l’ambasciatore e rappresentante personale del Presidente dell'OSCE, Andrzej Kasprzyk, ha riferito che "gli esercizi di monitoraggio [militari] saranno sospesi". Tuttavia la situazione umanitaria nella regione rimane difficile perché vi operano soltanto due organizzazioni internazionali, tra cui il Comitato Internazionale della Croce Rossa, che stanno distribuendo kit contenenti del sapone, del disinfettante per le mani e degli opuscoli con le linee guida per la prevenzione del COVID-19.

Per saperne di più:

https://www.osce.org/cio/andrzej-kasprzyk

https://www.unhcr.org/uk/publications/refugeemag/3b5583fd4/unhcr-publication-cis-conference-displacement-cis-conflicts-caucasus.html

http://www.asianews.it/news-en/Coronavirus-encourages-peace-in-Nagorno-Karabakh-49904.html

 

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