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SPECIALE COVID-19: Bangladesh, Mali, Repubblica Centrafricana

Un dottore dell'IOM assiste una famiglia Rohingya nel campo profughi di Kutupalong a Cox’s Bazar, Bangladesh. Un dottore dell'IOM assiste una famiglia Rohingya nel campo profughi di Kutupalong a Cox’s Bazar, Bangladesh. © Fiona MacGregor / IOM

In Focus by Silvia Luminati; Editor: Aleksandra Krol

1. Bangladesh

Al 24 marzo, un caso COVID-19 è stato confermato nel distretto di Cox's Bazar che ospita il più grande insediamento di rifugiati del mondo (oltre 1 milione di rifugiati Rohingya). Da settembre 2019, il governo del Bangladesh ha vietato ai rifugiati Rohingya l’accesso internet. Human Rights Watch si è espresso criticando il blocco della connessione internet all'interno dei campi e nelle zone circostanti perché “sta ostacolando il diffondersi di informazioni sui sintomi e prevenzione". Anche l'Ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha invitato il governo ad "astenersi dal bloccare l'accesso a internet" durante l'epidemia di COVID-19. Inoltre, gli esperti si dicono preoccupati per le pessime condizioni di vita nei campi, come la condivisione dei servizi igienici, poiché espongono i rifugiati Rohingya al rischio di contrarre il virus.  

 

Per saperne di più:

https://www.aljazeera.com/news/2020/03/rohingya-refugees-bangladesh-risk-covid-19-infection-200330124605721.html

https://www.amnesty.org/en/latest/news/2020/04/bangladesh-covid-19-response-flaws-put-older-rohingya-refugees-in-imminent-danger/

https://time.com/5814952/rohingya-refugees-coronavirus-bangladesh/

https://www.hrw.org/news/2020/03/26/bangladesh-internet-ban-risks-rohingya-lives

 

2. Mali

Fino ad oggi, il Mali ha confermato 46 casi COVID-19. La Missione multidimensionale integrata delle Nazioni Unite in Mali (MINUSMA) continua il suo lavoro nel territorio facendo tutto il possibile per prevenire l'epidemia di coronavirus. Attualmente, c'è preoccupazione per i 171.000 sfollati che hanno difficoltà ad accedere ai servizi sanitari e all’acqua. Inoltre, l'epidemia COVID-19 rischia di indebolire ulteriormente le infrastrutture sanitarie che sono equipaggiate in modo inadeguato ed di esporre il popolo maliano a gravi conseguenze visto che un quarto di essi già dipende dall'assistenza umanitaria.

 

Per saperne di più:

https://www.refugeesinternational.org/reports/2020/3/29/covid-19-and-the-displaced-addressing-the-threat-of-the-novel-coronavirus-in-humanitarian-emergencies

https://reliefweb.int/report/mali/mali-coronavirus-covid-19-situation-report-no-1-reporting-period-25-march-08-april-2020

 

3. Repubblica Centrafricana

La Repubblica Centrafricana (CAR) è uno Paesi paesi meno sviluppati al mondo perciò l'impatto dell'epidemia potrebbe essere disastroso, soprattutto per la popolazione sfollata nel Paese. Sono quasi 700.000 gli sfollati nei campi che non hanno un adeguato accesso all’acqua, all’igiene e ai servizi sanitari. Inoltre, secondo il Norwegian Refugee Council, ci sono già 2.2 milioni di persone che hanno bisogno di assistenza sanitaria. In questo scenario, il rischio è che il sistema sanitario della CAR non sia in grado di sopportare il peso dell’epidemia. Fino ad ora, la diffusione del virus sembra limitata, visti i pochi casi confermati (11). 

 

Per saperne di più:

https://www.refugeesinternational.org/reports/2020/3/29/covid-19-and-the-displaced-addressing-the-threat-of-the-novel-coronavirus-in-humanitarian-emergencies

https://www.nrc.no/news/2020/march/just-three-ventilators-to-cope-with-covid-19-in-central-african-republic/

https://www.acted.org/en/facing-covid-19-in-central-african-republic/

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