Settimana 2-8 settembre 2019

Rifugiati somali nel campo di Dadaab in fila per l'acqua Rifugiati somali nel campo di Dadaab in fila per l'acqua © Shutterstock

Scelta da Federica Pira: dare una voce alle donne della Somalia

"E’ da 27 anni che non abbiamo un governo, siamo abituati a risolverci i problemi da soli". Queste le parole di Salma, madre di nove figli ed una delle tante persone internamente sfollate in Somalia. Come molti altri, Salma è fuggita dal paese durante la guerra civile, riuscendo a farvi rientro solo dopo molti anni di instabilità politica. Nel suo tentativo di ricostruirsi una vita, per sè e per i propri figli, Salma è stata supportata da Safeworld, un'organizzazione internazionale indipendente che lavora per prevenire i conflitti e garantire vite più sicure in situazioni precarie.

 Safeworld "ci ha aiutato ad ottenere giustizia attraverso assistenza e rappresentanza legale, volte all’ottenimento di un processo per noi equo", afferma Asha, madre di una ragazza rapita e violentata mentre andava a scuola. 

Safeworld è particolarmente attivo in Somalia. Qui, l'accesso alla giustizia rappresenta ancora una grande sfida per le donne e ciò a causa di norme giuridiche e tradizioni sociali che incoraggiano la risoluzione informale delle controversie, facendo prevalere l'armonia sociale sui diritti individuali. Un paese in cui le donne vengono ancora rappresentate da parenti maschi. In un simile contesto, Safeworld, mediante l’organizzazione di seminari all’interno di campi profughi, si pone come obiettivo quello di sensibilizzare le coscienze umane su una serie di argomenti chiave, quali la risoluzione dei conflitti, il rafforzamento delle donne, l'inclusione sociale, l'accesso alla giustizia e il diritto ad un equo processo.

 

Per maggiori informazioni, visitare:

https://www.saferworld.org.uk/en-stories-of-change/past-present-and-future-community-security-perspectives-in-somalia

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