Conflitto in Afghanistan: 180.000 persone sfollate con disperato bisogno di aiuto umanitario

Sfollamenti causati dal conflitto in Afghanistan alla data del 5 giugno 2016 Sfollamenti causati dal conflitto in Afghanistan alla data del 5 giugno 2016 © 2016 OCHA

OCHA - Gli incessanti conflitti costringono le famiglie a sfollare più volte e spesso verso zone remote e in conflitto, rendendo più difficile per le agenzie umanitarie assisterle.

Secondo il rapporto OCHA sull'Afghanistan, oltre 118.000 persone sono state costrette a lasciare le loro case durante i primi quattro mesi primi del 2016, per una media di 1000 sfollati al giorno. Il conflitto in Afghanistan ha causato un aumento del 40 per cento di sfollati interni dal 2014 al 2015 e ci si aspetta che la percentuale cresca nel 2016.I combattimenti tra le forze dei talebani e il governo sostenuto da contingenti internazionali hanno coinvolto la popolazione civile. L'aumento della violenza in tutto il paese ha reso estremamente difficile per gli operatori umanitari raggiungere gli sfollati  piu' bisognosi nelle aree remote del conflitto.

Questa primavera, nella provincia nord orientale di Kunduz, oltre 22.400 persone sono state costrette a lasciare le loro case, 14.000 di loro dalla città di Kunduz. Nel frattempo i talebani hanno ottenuto maggiore controllo della campagna circostante, a ottobre 2015 guadagnarono brevemente controllo della città di Kunduz. Nel marzo di questo anno, agenti armati non dello stato (NSAA) hanno lanciato una controffensiva circondando la città di Kunduz, dove ordigni esplosivi hanno causato enorme distruzione e lo sfollamento di 7.000 persone.


Molte famiglie sono state costrette a lasciare le loro case per cercare rifugio dai i vicini e altri membri della famiglia. "Quando abbiamo condotto le valutazioni iniziali per constatare le esigenze e bisogni, fino a sei famiglie vivevano nella stessa casa," ha riferito Syed Zaheer, OCHA Humanitarian Affairs Officer. Ma la violenza in corso ha provocato lo sfollamento delle famiglie per più di una volta. "Le famiglie sfollate a Kunduz hanno sopportato sofferenze continue – alcuni sono stati sfollati due e tre volte – aumentando la loro vulnerabilità," ha detto Gift Chatora, responsabile del sub-ufficio OCHA.

Raid aerei di forze di sicurezza nazionale afgane (ANSF) e di forze militari internazionali (FMI) e attacchi di artiglieria pesante da parte dell'esercito nazionale afgano (ANA) sono aumentati appena l' NSAA ha attaccato i checkpoint ANSF, causando ulteriore spostamento dei civili in aree remote e insicure. L'assistenza umanitaria ha faticato a raggiungere gli sfollati vulnerabili. Nonostante il fatto che le agenzie umanitarie stanno affrontando una serie di situazioni pericolose, da ordigni inesplosi, a operazioni militari e strade chiuse, sono riusciti a raggiungere un numero di famiglie sfollate e fornire aiuti.

Ci sono, tuttavia, ancora altre regioni che e pur passate varie settimane, devono ancora ricevere una minima assistenza umanitaria a causa di chiusure per strada e il persistere dei combattimenti. Nella provincia di Uruzgan, più di 10.500 persone sono state sfollate nel distretto di Dehrawud, dove per via dei blocchi stradali sono stati lasciati abbandonati senza assistenza umanitaria. Il programma alimentare mondiale (PAM), fondo (UNICEF bambini delle Nazioni Unite), l'Agenzia rifugiati delle Nazioni Unite (UNHCR) e le ONG hanno identificato la necessità urgente di cibo, supporto nutrizionale, assistenza sanitaria e riparo di emergenza nella zona.

Il Dr. Zahir Khan, medico con i Corpi Medici Internationali (IMC), ha sottolineato come “ogni volta che c'è lotta, donne e bambini sono i più colpiti. Se le strade sono chiuse, si trovano di fronte a grandi difficoltà per raggiungere strutture sanitarie, affrontando con coraggio strade non asfaltate con terreno montagnoso, il che può richiedere ore e anche un giorno. Alcune aree sono completamente tagliate fuori da qualunque accesso ad assistenza sanitaria.”

I governi donatori hanno contribuito con oltre 101 milioni di dollari al fondo comune umanitario (CHF) in Afghanistan a partire dal 2014. Quest'anno il fondo ha già ricevuto 33,6 milioni di dollari. Le donazioni sono destinate ad affrontare strategicamente le esigenze umanitarie critiche in Afghanistan. Il rapporto OCHA inoltre afferma che a causa del crescente spostamento della popolazione a causa del conflitto, e le vittime civili nel 2015 e nel 2016, il coordinamento umanitario ed il consiglio direttivo del fondo hanno approvato uno stanziamento di 20 milioni di dollari per potenziare i servizi di emergenza trauma.

Il rapporto mette in discussione il principio umanitario di imparzialità. Per far sì che gli aiuti non siano previsti a favore di una sola delle parti in conflitto, l’assistenza umanitaria deve essere fornita a chiunque ne abbia bisogno, indipendentemente dalla posizione all’interno del conflitto stesso. Dai rapporti sui sfollati a causa del conflitto, l’OCHA è giunta alla conclusione che il 25 per cento di quelle persone si trovano in "aree inaccessibili". Sembra che le agenzie delle Nazioni Unite e le ONG abbiano i mezzi e ed il modo per assistere sfollati nelle aree urbane, mentre le regioni più rurali e remote rappresentano appunto le "aree inaccessibili". La relazione riconosce che senza alcun segno di compromesso fra le parti in conflitto, c'è un bisogno essenziale di operare valutazioni imparziali e un’ equa assistenza alla popolazione civile sfollata dal conflitto. L'OCHA accetta volentieri opinioni e suggerimenti su come affrontare la questione dell'imparzialità, ed allo stesso tempo l'equa rappresentanza di tutti gli sfollati e di valutazione nella consegna degli aiuti e gli sforzi di raggiungere le aree più remote.

 

Per leggere il rapporto, visitare:

https://www.humanitarianresponse.info/en/System/Files/Documents/files/afg_humanitarian_bulletin_2016_april.pdf
https://www.humanitarianresponse.info/en/Operations/Afghanistan/IDPs
http://www.UNOCHA.org/Afghanistan
https://www.irinnews.org/News/2016/05/16/1000-Afghans-Flee-Fighting-every-day

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