Prevenire i conflitti, trasformare la giustizia, assicurare la pace

Luscie, 32, è fuggita dal Burundi con i suoi 8 figli. Vivono nel campo di accoglienza per rifugiati di Lusenda in RDC. Luscie, 32, è fuggita dal Burundi con i suoi 8 figli. Vivono nel campo di accoglienza per rifugiati di Lusenda in RDC. © UN Women/Catianne Tijerina

10 novembre 2015
15 anni dopo la Risoluzione del Consiglio di Sicurezza 1325, UN Women ha diramato uno studio a livello globale sulla sua implementazione.

Lo studio globale sull'implementazione della risoluzione 1325 ("Prevenire i conflitti, trasformare la giustizia, assicurare la pace") enfatizza nuovamente l'importanza della rappresentanza femminile nella prevenzione, gestione e risoluzione dei conflitti. Esamina i successi avuti nell'implementazione e nell'applicazione della risoluzione, criticandone la credibilità e la mancanza di incentivi che mettono a repentaglio la sua efficacia generale.

Lo studio sottolinea i successi ottenuti con l’assunzione di responsaibilità per la violenza sessuale durante i conflitti, l'approvazione della Raccomandazione 30, e l'aumento dei finanziamenti specificatamente destinati all'uguaglianza di genere.

Nonostante i successi, esistono ancora margini di miglioramento.

La Risoluzione 1325 sottolinea l'urgenza di creare corti e tribunali internazionali per procedere nei confronti degli autori di violenza sessuale. Sebbene questa risposta cerchi attivamente giustizia per le vittime di violenza sessuale, lo studio ha evidenziato che vengono iniziate solo poche azioni penali. I proponenti della risoluzione quadro suggeriscono che le corti internazionali agirebbero come deterrente per i futuri crimini, mentre i critici sostengono che nella pratica non faccia una sostanziale differenza per le donne.

Nel 2013 il comitato delle Nazioni Unite sull'eliminazione delle discriminazioni contro le donne ha adottato la Raccomandazione Generale 30 che considera gli Stati membri responsabili per una attiva esecuzione delle risoluzioni per la protezione dei diritti umani delle donne durante e dopo i conflitti e per assicurare che le diverse esperienze delle donne siano completamente integrate nei processi di costruzione e implementazione della pace, e di ricostruzione.

Tuttavia, solo 54 Stati membri (su 193) hanno sviluppato tali piani. Diverse risoluzioni sono processi teoretici che mancano di finanziamenti e credibilità per assicurare la loro implementazione.

Lo studio afferma che, mentre nell'ultimo decennio è aumentato l'aiuto bilaterale per l'uguaglianza di genere, il sorgere di gruppi estremisti violenti mette a rischio la disponibilità di finanziamenti per il futuro poiché le politiche contro il terrorismo restringono la distribuzione e le attività di aiuto sul terreno.

Fra le raccomandazioni formulate dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per il miglioramento della Risoluzione 1325, gli Stati Membri devono dare priorità alla prevenzione dei conflitti piuttosto che focalizzarsi sulla risposta ai conflitti. Inoltre, la giustizia dovrebbe essere trasformativa: non dovrebbe solo dare risposta all'atto di violenza, ma anche alle ineguaglianze che facilitano le violazioni contro le donne.

Il rapporto completo è disponibile su:

http://wps.unwomen.org/~/media/files/un%20women/wps/highlights/unw-global-study-1325-2015.pdf

 

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