Il conflitto nell’Ucraina dell’Est

 Mappa visuale della Crimea Mappa visuale della Crimea © Al Jazeera

Il presente articolo costituisce una presentazione del venticinquesimo "Rapporto sulla situazione dei diritti umani in Ucraina", pubblicato dall'Ufficio dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (OHCHR) nel Marzo 2019.

Il conflitto armato nell'Ucraina orientale, che vede coinvolti e schierati, da un lato, il Governo Ucraino e, dall’altro, i Gruppi armati russi, è ormai entrato nel suo quinto anno. Dal 2014, data in cui la Russia ha occupato la Crimea, le autorità russe hanno continuato a colpire attivisti filo-ucraini e tartari crimeani ivi presenti, a causa della loro opposizione agli abusi e all'occupazione subita. Dal 14 aprile 2014 al 15 febbraio 2019, l’OHCHR ha documentato 3.023 vittime civili e numerose altre violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario.

Il presente Rapporto, basato sui lavori della Missione di Monitoraggio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite in Ucraina (HRMMU), si fonda dunque su 152 interviste condotte su vittime e testimoni di guerra e copre il periodo compreso tra il 16 novembre 2018 e il 15 febbraio 2019. Durante detto periodo, le ostilità hanno continuato a colpire la popolazione civile e l’impunità generale per abusi legati al conflitto ha continuato a regnare sovrana.

Gli spari sulla linea di confine continuano ad avere un impatto sulle aree residenziali, causando vittime civili e danni alle proprietà e alle infrastrutture, compresi gli impianti idrici e le linee elettriche. Circa 5,2 milioni di persone colpite dal conflitto continuano a soffrire a causa della mancanza di accesso ai servizi di base, come l'acqua e il riscaldamento, la mancanza di alloggi adeguati, l'assistenza sanitaria e l'assenza di meccanismi di riparazione ed indennizzo.

Secondo la Missione Speciale di Monitoraggio dell'OSCE (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa), entrambe le parti del conflitto stanno compiendo attacchi indiscriminati o deliberati, per lo più mediante bombardamenti e spari da armi leggere, causando numerose vittime civili. In diverse città ucraine, membri di gruppi che sostengono l'odio e la discriminazione continuano a condurre attacchi violenti e a rivolgere minacce o intimidazioni contro i Rom, le persone LGBT e gli attivisti per i diritti umani. Nella maggior parte dei casi, la polizia non interviene o non conduce indagini in modo efficace.

L'OHCHR ha documentato altresì casi di arresto arbitrario, detenzione in incommunicado, tortura e maltrattamenti nel territorio controllato dal governo. Gli individui nelle aree controllate dalla "Repubblica popolare di Donetsk" e dalla "Repubblica popolare di Luhansk" continuano ad essere sottoposti rispettivamente ad arresti "amministrativi" ed arresti "preventivi", atti che possono integrare gli estremi della sparizione forzata. Anche le violazioni del diritto ad un giusto processo continuano a persistere, e ciò anche a causa della dilagante pratica della detenzione preventiva prolungata e dell'uso della forza e della coercizione per ottenere confessioni senza prove.

Il Governo ha inoltre adottato provvedimenti per limitare la libertà di espressione, associazione e religione. Discriminazione e violenza da parte di gruppi radicali che promuovono l'odio continuano a mettere a rischio minoranze etniche, attivisti e giornalisti.

L'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa ha emesso una risoluzione in cui si chiede all'Ucraina di facilitare "l'erogazione di assistenza umanitaria ai territori colpiti dalla guerra". Ha anche invitato le autorità occupanti russe a rispettare i diritti umani in Crimea. Il gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulle sparizioni forzate e il Relatore Speciale delle Nazioni Unite sulla tortura, d'altra parte, hanno effettuato visite di lavoro separate in Ucraina a giugno, ed entrambi hanno espresso preoccupazione per l'impunità per i continui casi di sparizioni forzate e torture.

Nel giugno 2018, il Commissariato per i diritti umani del Consiglio d'Europa ha esortato le autorità ucraine ad intensificare gli sforzi per prevenire attacchi contro i civili e per giudicare i responsabili di simili condotte. A luglio, un gruppo di esperti delle Nazioni Unite ha invitato il governo a proteggere i Rom e ad assicurare un adeguato risarcimento alle vittime.

L’OHCHR ritiene che, per effetto della continua occupazione della Crimea da parte della Federazione Russa, un conflitto di carattere internazionale continui a sussistere e, come tale, il diritto internazionale umanitario continui a trovare applicazione. A tal proposito, sebbene l'Ucraina non sia uno stato membro della Corte Penale Internazionale (CPI), ne ha accettato la giurisdizione a partire da novembre 2013 e con riferimento a presunti crimini commessi sul proprio territorio. L'esame preliminare della Procuratrice della CPI sull'opportunità di aprire un'indagine è ancora in corso.

Per maggiori informazioni, visitare:

https://www.hrw.org/world-report/2019/country-chapters/ukraine

https://www.ohchr.org/Documents/Countries/UA/ReportUkraine16Nov2018-15Feb2019.pdf

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