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Sopportando il Costo Più Alto: Una Crisi di Impunità per la Violenza di Genere in Sudan

Donne sudanesi costrette a fuggire a causa del conflitto e della diffusa violenza di genere Donne sudanesi costrette a fuggire a causa del conflitto e della diffusa violenza di genere © UNFPA/LinkedIN

Questo rapporto analizza gli ostacoli che le donne, vittime di violenza di genere in Sudan, incontrano nell'accesso alla giustizia e alle cure mediche.

Il conflitto armato non internazionale in Sudan tra le Forze Armate Sudanese (SAF) e le Forze di Supporto Rapido (RSF) espone i civili ad una crisi ed uno stato di angoscia costanti, in violazione del diritto internazionale umanitario. In tale contesto, le donne subiscono il peso maggiore di questa brutalità. La diffusa violenza di genere e sessuale, da entrambe le parti del conflitto, e l'assenza di cure post-traumatiche e mediche adeguate aumentano la sofferenza e rafforzano l'impunità.

Sulla base delle interviste condotte da HRW con operatori sanitari e sociali, il rapporto documenta le varie forme di violenza perpetrate contro le donne, che vanno dallo stupro e dall'aggressione sessuale alla violenza domestica, al matrimonio forzato, alla schiavitù sessuale e alla gravidanza forzata. Questi atti di violenza sono spesso perpetrati da gruppi di combattenti, con l'intenzione specifica di creare un clima di paura e di stigma, spesso costringendo le donne a essere stuprate di fronte alle loro famiglie. Le conseguenze sono devastanti, le donne si trovano a dover fare i conti con ferite fisiche, traumi psicologici e stigma sociale. Questi atti costituiscono crimini di guerra e crimini contro l'umanità commessi come parte di un attacco sistematico o diffuso alla popolazione civile.

Oltre alla lunga lista di crimini efferati, questo rapporto evidenzia i fallimenti sistemici che perpetuano questo ciclo di violenza ed impunità. La mancanza di un sistema giudiziario solido, unita all'impunità dei perpetratori, incoraggia coloro che commettono questi crimini efferati. Inoltre, le norme culturali e sociali che discriminano le donne ne esacerbano ulteriormente la vulnerabilità.

Oltre al dolore e alla sofferenza derivanti dai crimini stessi, vi è un problema di accesso all'assistenza sanitaria, all'aborto e alla profilassi per le malattie sessualmente trasmissibili, poiché gli ospedali sono anch'essi presi di mira dalle parti in conflitto. L'accesso al trattamento medico, compresa la contraccezione d'emergenza, la profilassi post-esposizione e il supporto psicologico, è essenziale per il loro percorso riabilitativo. Inoltre, lo stigma associato alla richiesta di aiuto dopo essere state vittime di violenza sessuale spesso impedisce alle donne di ricevere le cure di cui hanno disperatamente bisogno.

Il rapporto chiede alla comunità internazionale un'azione urgente su più fronti per affrontare questa crisi. Rafforzare il sistema giudiziario, garantire la responsabilità dei perpetratori e sfidare le norme sociali patriarcali dannose sono passi cruciali. Inoltre, investire nelle infrastrutture sanitarie, fornendo una formazione adeguata agli operatori sanitari e competenze di genere agli operatori umanitari, è essenziale per garantire alle vittime le cure necessarie.

 

Per saperne di più:

 

di Arianna Pia Mazzariello

 

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