Badheea – dalla Siria all’Italia con il corridoio umanitario.

A un anno dal lancio dei corridoi umanitari in Italia, fornendo un passaggio sicuro ai rifugiati dalla Siria, Mattia Civico ha pubblicato il suo libro sul viaggio di Badheea, una rifugiata siriana, e l’odissea della sua famiglia dalla Siria all’Italia attraverso il corridoio umanitario.

Alla Camera dei Deputati, dove è stato presentato il libro, Badheea Satouf ha parlato delle sue esperienze nel campo rifugiati di Telabbas, nel nord del Libano, e da la sua visione sulle condizioni di vita sopportate prima e durante il viaggio nel corridoio umanitario.
La sua fuga dalla Siria, la sofferenza, le violenze subite sono ancora presenti, come l’enorme tristezza del suo paese ridotto in rovina.  Ma la speranza che i suoi figli possano frequentare la scuola e avere un’infanzia felice è sempre viva. Auspica un futuro tranquillo per tutti.
Racconta che le proteste in Homs, e le battaglie, continuarono per strada come nel cielo.  Ogni protesta è soffocata nel sangue. Un marito perso ancora giovane e nove figli, di cui uno detenuto dal regime, un altro preso dalla polizia segreta, la paura di repressione e bombardamenti, raccontata con le parole di una donna coraggiosa e piena di vita di fronte a tali lotte e la morte.  Dimostra che esiste un altro modo di lasciare indietro la guerra e un altro modo di accogliere i profughi.
Ma cosa significa diventare profugo? La risposta disarmante di Badheea di ‘ne ammazzare ne voler ammazzare’ è stata sottolineata da Mario Giro, Vice-Ministro degli Affari Esteri, che definisce i corridoi umanitari ‘una intelligente tattica elettiva per risparmiare sangue’.
Le organizzazioni promotrici del progetto pilota, la Communità di Sant’Egidio, e la Federazione Chiese Evangeliche d’Italia (FCEI), che hanno portato già 700 rifugiati, di cui il 38% sono minori, sottolineano ‘la gioia e gli incontri’ di questo viaggio e la replicabilità del ‘modello Italiano’.  Si augurano che altri governi europei possano adottarlo, come la Francia che sta disegnando un protocollo simile. 
Il lancio di questo libro era anche un’occasione per riflettere sulla politica dell’accoglienza e integrazione in Italia e in Europa e sugli obblighi degli Stati in fatto di protezione dei richiedenti asilo.