Il patto UE-Libia e il sacrificio dei diritti umani dei migranti

Migranti e rifugiati sub-Sahariani nel centro di detenzione di Surman, Libia, chiedono di essere liberati Migranti e rifugiati sub-Sahariani nel centro di detenzione di Surman, Libia, chiedono di essere liberati Narciso Contreras for the Fondation Carmignac

17 novembre 2017
L’ONU ammonisce: “La comunità internazionale non può continuare a restare cieca davanti agli inimmaginabili orrori patiti dai migranti in Libia”.

Con un intervento del 14 novembre 2017, l’Alto Commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite, Zeid Ra’ad al – Hussein, ha condannato pubblicamente l’accordo tra Unione Europea e Libia per la gestione del flusso dei migranti provenienti dall’Africa, definendolo “disumano”. L’alto Commissario ONU, riferendosi in particolare alla politica di sostegno, anche economico, offerto alla guardia costiera libica e al trattenimento forzato dei migranti sul territorio nordafricano, ha affermato che “una situazione già preoccupante si è trasformata in catastrofica” e che “la sofferenza dei migranti detenuti in Libia rappresenta un oltraggio alla coscienza dell’umanità”.

Gli osservatori dell’Agenzia delle Nazioni Unite sui diritti umani, inviati in Libia dal 1 al 6 novembre, sono rimasti sconvolti dalle condizioni riscontrate in quattro centri di detenzione: migliaia di uomini, donne e bambini, denutriti e traumatizzati, sottoposti quotidianamente ad abusi, torture e violenze sessuali, senza alcuna cura medica o assistenza legale.

La drammaticità della situazione è stata poi confermata anche da una recente inchiesta della CNN che ha offerto la prova dell’esistenza di un vero e proprio mercato di esseri umani, diffuso su tutto il territorio libico, nel quale i migranti vengono trattenuti e venduti all’asta come schiavi, sotto il controllo di trafficanti e criminalità organizzata.

Alla luce di quanto emerso, l’Alto Commissario ONU per i diritti umani ha chiesto alla Libia di intraprendere immediatamente azioni concrete volte a porre fine alle continue violenze perpetrate nei campi e, soprattutto, evitare che i responsabili di tali abusi restino impuniti. Dal canto suo, l’UE, rispondendo alle accuse di inerzia mosse dalle Nazioni Unite, ha assicurato la propria volontà di chiudere immediatamente i centri di detenzione libici, considerando la situazione al loro interno inaccettabile. L’UE però ha anche tenuto a precisare di aver sempre lavorato “in piena cooperazione con le Nazioni Unite”, ad esempio finanziandone i progetti volti a “proteggere le persone e combattere i trafficanti” nel paese. Una delegazione del Parlamento Europeo sarà inviata in Libia dal 16 al 22 dicembre per accertare la situazione attuale.

 

Per saperne di più, consulta:

http://www.ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=22393&LangID=E
http://edition.cnn.com/2017/11/14/africa/libya-migrant-auctions/index.html
https://www.theguardian.com/world/2017/nov/14/eu-libya-coastguard-detention-centres-migration-mediterranean-un-zeid-raad-al-hussein
http://www.repubblica.it/cronaca/2017/11/14/news/onu_inumana_collaborazione_ue-libia_sui_migranti_-181077943/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P3-S1.8-T1

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